NFT, cosa sono e sostenibilità ambientale | Spazioceano

NFT

Gli NFT nascono come protezione alla proprietà intellettuale delle opere degli artisti digitali. O almeno questo era il concept iniziale sviluppato da Anil Dash e Kevin Mccoy, rispettivamente tecnologo e artista.

PARTIAMO DALL’INIZIO. UN PO’ DI STORIA

Nel 2014, Dash era stato invitato all’edizione annuale del “Seven on Seven”, ovvero una fusione di un hackaton (una specie di maratona digitale/informatica) e di una mostra d’arte che mette in connessione tecnologi ed artisti per la produzione di prototipi tecno-artistici.

Quell’anno Dash collaborava con i coniugi Mccoy, coppia di artisti digitali, alla realizzazione di un’opera.

Era il periodo di picco del social Tumblr. Milioni di ragazzi pubblicavano e repostavano indiscriminatamente opere, musica, testi senza attribuire la proprietà intellettuale ai rispettivi artisti. Dash si rese conto che anche molte delle opere dei Mccoy erano continuamente rebloggate all’interno del social senza che ne venisse specificata la fonte, una specie di appropriazione indebita. Da lì l’idea.

Mccoy e Dash lavorarono tutta la notte su un prototipo supportato da blockchain per affermare la proprietà su un’opera digitale originale e lo chiamarono Monetized Graphics.

Ed ecco il primo acquisto di un NFT, ossia di un certificato di proprietà digitale.

COSA SONO?

Un riconoscimento, insomma, per gli artisti digitali ma anche un metodo per retribuire il loro lavoro sempre un po’ messo nell’ombra o non ritenuto meritevole d’attenzione.

La creazione degli NFT rendono questi lavori unici, non fungibili, ossia pezzi unici, così come la Gioconda, la prima Ferrari mai realizzata o la maglietta del proprio sportivo preferito autografata; insomma qualcosa di non intercambiabile, qualcosa per la quale non ritenete nulla meritevole di scambio.

Ma essendo un’opera digitale è possibile scaricarla in qualsiasi momento, stamparla, incorniciarla e collocarla in quell’angolo perfetto del proprio salotto… e allora perché pagare 69,3 milioni, si avete letto bene, 69,3 milioni di dollari per un’opera di Beeple che posso vedere su Instagram, scaricare, stampare, incorniciare (*seguire tutto il processo di cui sopra) oppure pagare 21mila euro per una canzone di Morgan che posso ascoltare ogni giorno su Youtube? Perché? Tutti a casa potenzialmente possono avere a casa un ritratto della Gioconda, ma quella originale sarà sempre e per sempre esposta al Louvre…

Il sistema blockchain certifica il possesso di quell’opera digitale in modo cronologico e univoco, non modificabile, quindi proprio quell’opera diventa di vostra proprietà.

Ma gli NFT non sono solo questo, sono soprattutto business.

IL MERCATO DEGLI NFT

In alcuni casi un vezzo, uno status symbol online, un possesso da sfoggiare per puro capriccio, altre volte supporto e valenza ad un lungo processo artistico. Gli NFT dividono e creano discussione, ma come si acquistano?

Esistono piattaforme apposite dove è possibile creare NFT e partecipare alle aste per acquistarle, come ad esempio Opensea, Rarible, Grimes Choice ed altre; serve soltanto avere un portafoglio di criptovaluta (ad esempio Ethereum) per custodire gli acquisti.

Insomma tanti pro e contro, validazione e speculazione, però finalmente, per una volta un’attività che non comporta deforestazione o scioglimento dei ghiacci, giusto?

Mmm giusto? Beh non proprio…

GLI NFT SONO SOSTENIBILI PER IL PIANETA?

La creazione di un singolo NFT richiede la stessa quantità di energia necessaria ad alimentare una casa europea per almeno un mese e mezzo. Il processo di validazione richiede macchine potentissime continuamente in funzione, che per validare un’opera devono risolvere un puzzle complicatissimo e divenire validatore, la cosiddetta PROOF OF WORK.

Poichè questa metodologia sta divenendo insostenibile, Ethereum la sta sostituendo con la PROOF OF STACK, ossia un’asta in cui più soldi vengono depositati più è possibile essere scelti come validatori e quindi ricevere una retribuzione, questo processo comporta un risparmio energetico del 99%.

Quindi cari amici, posto che il pianeta non ne risenta, a quando il vostro prossimo acquisto di un NFT? Avete già adocchiato la gif di un gattino che vi saluta? Bene è il vostro momento!

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